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Nigra terra di marmo

Posted on Luglio 15, 2026

Vento freddo, cielo cupo, poche lapidi nella terra e suoni della natura che possono confondersi con i gemiti di anime in pena.
A guardare il drappo di marmo nero che Bernini modellò per il monumento funebre alla terziaria domenicana Maria Raggi, morta nel 1600, ci si dimentica di essere invece in una chiesa con opere magnifiche, fra le quali anche un Cristo di Michelangelo.
No, quel nero fluido ricavato dalla durezza della pietra ad imitazione dei catafalchi funerari lignei, monito alla fuggevolezza terrena, sembra portarci in un piccolo cimitero di montagna, in un racconto di Poe, con la roccia che quasi si scioglie sotto la spinta oscura di forze terribili.
Apparentemente anche la croce fa fatica ad emergere e ricavare il proprio spazio, elemento fondamentale della speranza che richiama i due putti ad ornare con la brillantezza dell’oro il fondo buio della notte che sta calando. E così la defunta viene ritratta non in preda allo sgomento e smarrimento, ma ornata di pace e serenità, varcando il confine con l’espressione di beatitudine.

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