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Il serpente venuto dalla Grecia

Posted on Luglio 15, 2026Luglio 15, 2026

Recentemente mi è capitato di fare delle visite con un gruppo di dottorandi in medicina che volevano, fra le altre cose, vedere il bastone di Esculapio. Da lì ne è partita una riflessione sul dio che esercita le sue facoltà contro l’ordine delle cose.
Innanzitutto dove sarebbe questo bastone? Ovviamente non quello vero, ci mancherebbe, ma la rappresentazione che venne scolpita millenni fa su una delle lastre di travertino con cui i romani rivestirono l’isola tiberina, modellandola a forma di imbarcazione, è ancora visibile su un angolo dell’isola e bisogna andare a scovarlo. Si sa, i serpenti amano nascondersi.
Secondo la tradizione, uno dei rettili, per la precisione un colubro, che si trovava presso il santuario del dio ad Epidauro, venne portato a Roma, insieme ad una statua del dio, per tentare di arrestare una terribile pandemia in corso nel III a.C. e si accasò su questa sporgenza di terra nell’acqua che la leggenda voleva essere nata dalle messi che i romani sottrassero all’ultimo re etrusco e che gettarono nel Tevere.
Asclepio, dio della medicina che nel Lazio diventò Esculapio, era figlio del dio Apollo. L’Apollo re delle arti, con le sue sorelle Muse, pare avesse affidato il piccolo Asclepio, futuro detentore dell’arte medica, ad Hermes, già identificato col caduceo. Il simbolo di Hermes psicopompo è però composto da due rettili che si avvolgono intorno al bastone, domati. Il dio veloce e leggero, vedendo che due serpenti stavano battendosi nel mezzo di una giornata infuocata, lanciò il bastone e quelli, come presi da un incantesimo, vi si attorcigliarono placandosi dalla furia della lotta. Nasce così appunto il caduceo, peraltro donatogli dallo stesso Apollo – sempre complesse queste parentele nella mitologia antica.
Ma chi era Hermes? Era, fra i vari attributi, anche lo psicopompo appunto, colui che traghetta le anime nella vita altra. E i due serpenti, allora? L’equilibrio fra la vita e la morte, dato che annualmente ogni rettile muta, letteralmente, perdendo la vecchia pelle rigenerandosi.
Come mai allora sul bastone di Esculapio rimane un solo animale? Sappiamo, fino ad essere smentiti, che Asclepio ricevette dalla zia Atena la possibilità di scambiare il proprio sangue con quello della Gorgone, acquisendo il potere di uccidere con quello che sgorgava dal suo lato sinistro, velenoso e letale. Ma, per la legge degli opposti, il sangue del lato destro era in grado di guarire e resuscitare i morti.
A seguito di vari successi medici, l’afflusso delle anime nel ragno di Ade stava drasticamente calando e ciò causò malcontento anche in Zeus. Invano però le folgori del dio tentarono di incenerire il talentuoso giovane, messo in salvo dal padre che lo tramutò nella costellazione di Eufiuco.
Quindi andando a ricostruire la vicenda, Asclepio conosce il caduceo, sa cosa rappresenta: le leggi immutabili della natura. Che succede poi? Non riesce ad accettare proprio questa necessità? O, facendo cadere nel sonno rigeneratore i suoi fedeli che, malati, si ricavano a trascorrere la notte presso i suoi templi, voleva donare loro almeno un po’ più di tempo da questo lato del fiume?
E immaginiamo gli adulti della situazione, le divinità maggiori, sorridere da lontano “Va bene, continua a giocare, che poi tanto la fine una sola potrà essere”.
Inoltre curioso che a tutt’oggi il caduceo abbia sostituito il bastone di Esculapio come simbolo dell’ordine dei medici

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